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Settimana santa: entrare nella logica della croce

Settimana Santa Striano

Vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. E’ entrare nella logica del Vangelo. Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con Lui esige un “uscire”, uscire. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio. (Papa Francesco)

“Ogni azione liturgica della Chiesa si costituisce come un’interruzione del tempo e del quotidiano per far sì che un tempo nuovo, liberato, e un’azione nuova e piena di grazia, possano trasfigurare tutta l’esistenza. Nella grande settimana pasquale una peculiare rifigurazione del tempo attraverso delicate soglie spazio-temporali permette alla comunità radunata di fare esperienza del mistero pasquale”. (tratto da Introduzione al Triduo Pasquale, CEI).

Riflessione sulla Parola del Giovedì Santo: Omelia della Santa Messa del Crisma, Papa Francesco – 02 aprile 2015

[…] «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13,1): la scena della lavanda dei piedi. Mi piace contemplarla come la lavanda della sequela. Sappiamo che nei piedi si può vedere come va tutto il nostro corpo. Nel modo di seguire il Signore si manifesta come va il nostro cuore. Le piaghe dei piedi, le slogature e la stanchezza, sono segno di come lo abbiamo seguito, di quali strade abbiamo fatto per cercare le sue pecore perdute, tentando di condurre il gregge ai verdi pascoli e alle acque tranquille. Il Signore ci lava e ci purifica da tutto quello che si è accumulato sui nostri piedi per seguirlo. E questo è sacro. Non permette che rimanga macchiato. Come le ferite di guerra Lui le bacia, così la sporcizia del lavoro Lui la lava. La sequela di Gesù è lavata dallo stesso Signore affinché ci sentiamo in diritto di essere “gioiosi”, “pieni”, “senza paura né colpa” e così abbiamo il coraggio di uscire e andare “sino ai confini del mondo, a tutte le periferie”, a portare questa buona notizia ai più abbandonati, sapendo che “Lui è con noi, tutti i giorni fino alla fine del mondo”. E per favore, chiediamo la grazia di imparare ad essere stanchi, ma ben stanchi!

Riflessione sulla Parola del Venerdì Santo: Omelia di padre Ermes Maria Ronchi.

Essere in croce è ciò che Dio deve, nel suo amore, all’uomo che è in croce. L’amore conosce molti doveri. Ma il primo di questi doveri è di essere unito con l’amato. Solo un Dio sale sul legno ed entra nella morte perché là va ogni suo amato. Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio. Solo la croce toglie ogni dubbio. Qualunque uomo, se potesse, qualunque potente, se ne avesse la forza, scenderebbe dalla sua croce. Solo un Dio non scende dal legno. È la genesi di Dio fra gli uomini. Il nostro è un Dio differente.Questi sono i giorni della “vendetta” di Dio. Sublime vendetta, quando Dio si vendica di tutta la lontananza, di tutta la separazione, di tutta l’indifferenza degli uomini inventando la croce che innalza la terra, che avvicina il cielo, che riconcilia i quattro punti cardinali, crocevia che raccoglie tutte le nostre strade disperse, nodo a tutte le traversali del mondo. La croce è l’abisso dove Dio diviene l’amante. «Ciò che ci fa credere è la croce» (Pascal).

Riflessione sulla Veglia Pasquale: a cura di don Simone Gentile, diacono della Diocesi di Teggiano Policastro.

Il canto dell’alleluia che in questo giorno Pasquale risuona nel cuore di ogni comunità, manifesta la verità centrale della nostra fede: la morte ha avuto un vincitore, Cristo Gesù! Tale verità ci è ricordata solennemente nel canto dell’Exsultet durante la Veglia Pasquale: “Gioisca la terra inondata da così grande splendore; la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo”. Facciamo anche noi l’esperienza di questa luce splendente, perché rinnovati dallo Spirito Santo, passiamo dalla morte alla vita nuova in Cristo Gesù.

Author: Raffaele Massa

Età: 20 anni Attività svolte in parrocchia: organista e direttore del Coro Severiniano, referente del mensile diocesano “Insieme”, addetto stampa dei Piccoli Madonnari ed Artisti in Piazza. Studio e lavoro: studente di lettere moderne presso l’università degli studi di Salerno, cerco di diffondere la buona, sana e critica notizia attraverso "Il Gazzettino Vesuviano", "Insieme", "Lyceum". Studio musica, organizzo eventi e pratico il volontariato in numerose associazioni della città. Segni particolari: mi ritengo una persona molto schietta, scherzosa, professionale al momento opportuno e che dà il 200% in tutto quello che fa, dai rapporti di amicizia fino agli incarichi che mi vengono assegnati. Credo di essere anche una persona precisa e metodica. Difetti? Eccome se ne ho! Se dovessi trovare una frase o una citazione che mi rispecchi, direi: “Lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (Baden Powell).

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