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Quattro anni fa Benedetto XVI lasciava il ministero petrino

Papa Benedetto

Il suo lascito più emblematico è stata la frase: “Nella preghiera sono sempre vicino a tutti voi”. Con tali parole si concludeva quattro anni fa un Pontificato ricco di colpi di scena. Giunto in una sorta di continuità con il suo grande predecessore – San Giovanni Paolo II – è stato caratterizzato da una visione del cattolicesimo che mira alla scoperta della spiritualità più intima.

Momenti di preghiera comunitari sono organizzati in diverse parti del mondo, per supportare le intenzioni e le intercessioni del Papa emerito. Tra poco più di un mese – il 16 Aprile del 2017 – Benedetto compirà 90 anni, il quale, nonostante la ormai vita claustrale tiene acceso l’interesse dei tanti a lui affezionati. Una bussola, un punto di riferimento orientato verso quell’ortodossia che forse oggi è un po rimpianta.

Ogni suo discorso, ogni parola pronunciata, non era detta per pura casualità; ascoltando le sue catechesi non si aveva la percezione dell’improvvisazione, di qualcosa detto per cercare facili consensi o gratuiti clamori. La misura dello spessore di Benedetto XVI è consegnato alla sua sterminata bibliografia, lascito che non rappresenta solo un reperto letterario. La sua vita, la sua dedizione alla Chiesa romana, le sue opere sono un tangibile esempio di parole vive, concrete.

Quello che più entusiasma mediante una veloce indagine sul suo Pontificato è il non essere considerato né conservatore né progressista, soltanto un “umile lavoratore della vigna del Signore“. Come lui stesso dichiara analizzando il lavoro svolto all’interno le mura vaticane: ” Bisogna sempre fare l’uno e l’altro. Bisogna rinnovare, e io ho cercato di portare avanti la Chiesa sulla base di una interpretazione moderna della fede. Nello stesso tempo – continua l’attuale Papa emerito – c’è bisogno di continuità, bisogna garantire che la fede non subisca strappi, non lasciare che si frantumi”.

LPL NEWS

 

Author: Raffaele Massa

Età: 20 anni Attività svolte in parrocchia: organista e direttore del Coro Severiniano, referente del mensile diocesano “Insieme”, addetto stampa dei Piccoli Madonnari ed Artisti in Piazza. Studio e lavoro: studente di lettere moderne presso l’università degli studi di Salerno, cerco di diffondere la buona, sana e critica notizia attraverso "Il Gazzettino Vesuviano", "Insieme", "Lyceum". Studio musica, organizzo eventi e pratico il volontariato in numerose associazioni della città. Segni particolari: mi ritengo una persona molto schietta, scherzosa, professionale al momento opportuno e che dà il 200% in tutto quello che fa, dai rapporti di amicizia fino agli incarichi che mi vengono assegnati. Credo di essere anche una persona precisa e metodica. Difetti? Eccome se ne ho! Se dovessi trovare una frase o una citazione che mi rispecchi, direi: “Lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (Baden Powell).

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