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Chiesa e luoghi parrocchiali

CHIESA E LUOGHI PARROCCHIALI

CHIESA PARROCCHIALE
Il complesso dell’edificio parrocchiale è inserito all’interno del centro storico cittadino. Occupa uno spazio urbano tra via Municipio, dov’è collocata la facciata ed il campanile, e via Nazario Sauro, con il suo ingresso secondario. La chiesa di San Giovanni Battista presenta una pianta a croce latina con un’unica navata. Lungo la navata si aprono tre cappelle a sinistra e tre a destra, coperte da volte a botte. In queste cappelle vi sono altrettante nicchie con santi, scandite ritmicamente da paraste scanalate e dentate su alti piedritti e sormontate da capitelli ionici che si ergono lungo tutto il perimetro interno della chiesa: nel primo arco a sinistra è collocata la scultura lignea di San Giovanni Battista del 1956; nel secondo San Francesco d’Assisi, in gesso, del 1993; nel terzo Sant’Antonio di Padova, in legno, risalente alla fine del XVII secolo; nel primo arco a destra la nuova statua lignea di San Severino Abate del 2004; nel secondo San Michele Arcangelo, in vetroresina, del 1993; nel terzo Santa Lucia, in legno e cartapesta, del XIX secolo. Sull’arco che separa la navata dal transetto vi è una scritta: «HAEC DOMUS MEA EST», questa è la mia dimora. Sotto questo arco, sul pilone destro si erge un pulpito di radica di noce. Al di sopra di un’alta cornice si erge la copertura, realizzata con volte a botte estradossate e lunettate in direzione delle finestre rettangolari della navata e di quelle trilobate del transetto. La copertura a volta si ripete con coerenza spaziale nella zona presbiterale. Al centro del transetto si innalza la cupola, a sezione emisferica, ben illuminata da piccole finestre poste sulla parte inferiore della cupola e nella lanterna. Tra la cupola ed i piloni che la sostengono vi sono quattro pennacchi ove erano raffigurati gli Evangelisti dipinti a secco su intonaco, risalenti al XVIII secolo. Nel 1996 tali pitture, dal momento che erano quasi completamente scomparse a causa dell’umidità, sono state coperte da tele riproducenti gli stessi soggetti. Infine troviamo il presbiterio, ben delimitato da una solenne balaustra marmorea e sopraelevato dal resto della chiesa attraverso tre gradini. Sul pilone sinistro adiacente al presbiterio è collocato il Crocifisso ligneo del 1946. L’altare maggiore, risalente al XVIII secolo, è di marmo policromo, con due cherubini all’estremità. Su di esso vi è una tela, firmata e datata Andrea Scalera 1768, raffigurante la Madonna del Carmelo tra i Santi Severino e Giovanni Battista. Nel transetto sinistro vi è l’altare del SS. Sacramento (metà XVIII secolo), sul quale è collocata la statua del Sacro Cuore (metà XX secolo). Nella sua parete destra trova posto la pala, firmata e datata Protasio Crivelli 1506, raffigurante la Madonna con bambino tra i Santi Severino e Sossio. Sopra questa pala vi è un ovale, attribuito a F. Morelli e risalente al 1767, nel quale è dipinto San Filippo Neri. Nella parete sinistra ritroviamo un altro ovale, firmato e datato F. Morelli 1767, raffigurante San Luigi Gonzaga. Nel transetto destro vi è l’altare dell’Immacolata, con una edicola e statua lignea, risalenti alla metà del XVIII secolo. Alla sua destra è collocata una lapide del 1556, con iscrizione dell’antica confraternita del SS. Corpo di Cristo, adiacente alla porta che dà accesso al salone parrocchiale. Alla sinistra di questo altare vi sono degli scalini che portano nella barocca sagrestia. Probabilmente nel corso del restauro terminato nel 1796, il pavimento della chiesa era stato sostituito con maioliche di Vietri. La recente pavimentazione fatta nel 1992 è in marmo bicromo a disegni geometrici.
Tratto da Il respiro della fede, di Giuseppe Ferrigno
CAMPANILE E CONCERTO DI CAMPANE
Il campanile prima di cadere sotto i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale era formato da quattro ordini in seguito fu ricostruito nelle forme e dimensioni attuali, secondo tre ordini scanditi da cornicioni orizzontali, con l’ultimo piano leggermente arretrato rispetto al filo della muratura, scandito da quattro colonne su cui si erge una cupola alla cui sommità poggia una croce caduta nel 1978 e ripristinata nel 1997. Il primo ordine presenta una muratura continua caratterizzata dalle maioliche di Vietri che raffigurano San Giovanni e che attestano l’anno di ricostruzione del campanile, il secondo e terzo ordine presentano aperture ad arco. Il 31 luglio 1988, viene benedetto dal vescovo diocesano Mons. Gioacchino Illiano il nuovo concerto di campane, costituito dalle due campane preesistenti e da dodici nuove campane.
Il sisma del 23 novembre 1980 arreca danni sia alla chiesa che al campanile. Durante i lavori di restauro del 1997 si pensò di istallare una nuova croce che fu donata alla chiesa dal cav. Biagio Pellegrino e realizzata nella sua azienda l’Osla Sud.
IPOGEO
L’ipogeo (cripta) della chiesa di San Giovanni Battista è a due navate con la copertura a volte ribassate, scandito da robusti pilastri, con lunghi sfiatatoi in tutte le direzioni. Vi sono anche delle botole murate nelle volte, in corrispondenza delle cappelle della chiesa superiore. Infatti fino al 1866, così come ci attestano vari documenti, nella cripta venivano inumati i cadaveri degli strianesi prima della costruzione del cimitero.
CASA CANONICA
La casa canonica, abbattuta nel 1996, è stata inaugurata l’8 gennaio 2013, solennità di San Severino abate, Apostolo del Norico e patrono della città di Striano, dopo dieci anni di lavori. La struttura, progettata dall’arch. Salvatore Carbone, ha seguito la stessa linea architettonica della precedente e l’intero edificio è costituito da quattro piani: il seminterrato, il primo piano con il salone, il secondo con le sale destinate ad attività associative e il terzo con l’abitazione del parroco. Ciò è stato possibile grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Amministrazione Comunale e del popolo strianese. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il Vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno Mons. Giuseppe Giudice, il Vescovo emerito Mons. Gioacchino Illiano, il sindaco Antonio Del Giudice, l’amministrazione comunale e l’amministrazione regionale campana.
SALA DI PREGHIERA
L’ex salone parrocchiale è stato realizzato molto probabilmente nel 1737, anno di costruzione del campanile. Vi si accede dal transetto destro e custodisce alcune statue antiche della parrocchia. In particolare conserva la Statua della Madonna di Costantinopoli del ‘400, la statua della Madonna del Carmelo del XIX secolo e il bellissimo quadro della Madonna delle Grazie (o delle Fontanelle, o dei Sette Pianti) di Nicola Desiderio del 1838.
SAGRESTIA
Alla sinistra di questo altare vi sono degli scalini che portano nella barocca sagrestia, circondata da pannelli in legno, parzialmente rivestiti di radica di noce, e con volta dipinta a secco su intonaco nel XVIII secolo.
ORATORIO DI SAN SEVERINO ABATE
Il sisma del 23 novembre 1980, causa gravi danni alla chiesa, al campanile e alla casa canonica. Le celebrazioni furono officiate in un box di lamiera donato dalla Caritas, collocato nella Villa Comunale di Via Risorgimento. Spostato in seguito nella proprietà parrocchiale, nel 2008 vengono completati i lavori di trasformazione in oratorio parrocchiale, inaugurato alla presenza del vescovo diocesano Mons. Gioacchino Illiano e caratterizzato dai dipinti esterni dell’artista Lucia Fiore.
SALA DI SAN GIOVANNI
La saletta di San Giovanni, realizzata nel 2008, in ampliamento all’oratorio, viene utilizzata per le attività associative dei vari gruppi parrocchiali.
INGRESSO LATERALE
L’ingresso laterale da Via Nazario Sauro alla chiesa viene realizzato precedentemente al 1867, in quanto in questo anno viene restaurata la sagrestia, gli attuali uffici parrocchiali e appunto l’ingresso secondario. Vi si accede dal tipico viale in basalto vesuviano. Nell’atrio è posizionata la lapide sepolcrale del giureconsulto Pasquale Graziano morto all’età di 33 anni nel 1578.