Home 1982 – 2012 – 30 anni di consolidamenti e ricostruzioni

1982 – 2012 – 30 anni di consolidamenti e ricostruzioni

Ai miei genitori
Iacopo e Giulia
e al fratello Francesco

Prefazione
Sono passati trent’ anni da quando mi fu fatta la propo-sta di venire a Striano, dopo la nascita al cielo del Rev. Parroco don Aniello Tina (10 ottobre 1982)
Da allora la provvidenziale benedizione del Signore ha accompagnato tutta la durata dei consolidamenti, dei re-stauri e delle ricostruzioni degli immobili della Parrocchia San Giovanni Battista.
Molte sono state le difficoltà incontrate, però grazie al-la caparbietà e alla tenacia del sottoscritto, al contributo delle istituzioni, alla collaborazione operosa di tanti volon-tari e alla sensibilità di molti fedeli sono stati ridonati alla nostra comunità tanti piccoli gioielli che nel corso degli anni erano stati abbandonati all’incuria in condizioni spes-so fatiscenti fino a divenire inagibili.
Oggi la nostra comunità può vantare di avere una Chiesa decorosa, un box di lamiera che è diventato un lo-cale accogliente e ed una nuova casa canonica, perciò, o-gnuno di noi si senta parte di questa realtà vivendola e prendendosene cura.
A tutti i fedeli della parrocchia e ai cittadini di Striano un fraterno e riconoscente Grazie.

Il vostro fratello parroco
Padre Michele Fusco

La chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa San Giovanni Battista sorge nel piccolo centro agricolo di Striano nel XVI secolo sulle rovine della medioevale chiesa di San Michele Arcangelo.
Nel corso dei secoli la chiesa subisce numerosi danni dovuti all’incuria, ai bombardamenti dei tedeschi durante l’ultimo con-flitto mondiale e ai diversi terremoti, di conseguenza, è sottoposta a molti interventi di restauro. Con il sisma del 23 Novembre 1980 la Chiesa, il campanile e la casa canonica vennero seriamente danneggiati. Dopo numerose vicissitudini nel maggio del 1983 i-niziarono i lavori a cura della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici e del Genio Civile.
I lavori, compresa la tinteggiatura, furono completati dopo do-dici anni il 19 marzo 1993 grazie ai fondi pubblici e a quelli del popolo strianese.


La cupola

La cupola è stata sottoposta a lavori di consolidamento, in quanto erano presenti alcune lesioni in corrispondenza della chia-ve dell’arco, che divide il transetto dalla cupola, e tra alcune fine-stre della volta del transetto, che proseguivano nella muratura ver-ticale. Le lesioni erano dovute al degrado della malta che, essendo venuta meno alla sua funzione di legante, costituiva un pericolo per la stabilità muraria della chiesa.

La sagrestia
Lo stato di conservazione della sagrestia era pessimo a causa soprattutto dell’incuria e delle condizioni climatico – ambientali.
Gli arredi lignei erano infestati da insetti silofagi, mentre i di-pinti murali erano coperti con scialbo.
Il restauro è stato sovvenzionato in parte dalla comunità par-rocchiale e dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architetto-nici di Napoli, la quale ha consolidato, ripulito e riportato alla lu-ce una pregiata decorazione murale.

L’ipogeo

L’ipogeo della chiesa di San Giovanni Battista di Striano fino al 1866 veniva adibito a sepolcreto e il suo ultimo utilizzo risale alla seconda guerra mondiale, quando molti cittadini vi trovarono riparo per fuggire dai bombardamenti bellici.
Dopo quel periodo il sito riversava in condizioni di abbando-no, quindi è stato necessario un intervento di risanamento e con-solidamento della struttura.

Il restauro del 2009
Dopo il consolidamento delle fessure della cupola e della na-vata, grazie alla collaborazione di alcuni volontari, la chiesa è sta-ta tinteggiata, visto che la pittura precedente era diventata fati-scente, perché risalente al 1993 (anno in cui sono terminati i lavo-ri di restauro della legge 219).
Durante i lavori è stata posizionata anche la zoccolatura in marmo.

Il Tetto
Durante il restauro del 1982-1993 la Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici di Napoli smantellò il tetto settecente-sco, realizzato con travi lignee e tegole, rovinando l’estetica della chiesa.

Il campanile
Il campanile prima di cadere sotto i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale era formato da quattro ordini. Fu ricostruito nel 1956 nelle forme e dimensioni attuali, secondo tre ordini scanditi da cornicioni orizzontali, con l’ultimo piano leg-germente arretrato rispetto al filo della muratura, scandito da quattro colonne su cui si erge una cupola alla cui sommità poggia una croce caduta nel 1978.
Il sisma del 23 novembre 1980 arreca danni sia alla chiesa che al campanile; la chiesa ha beneficiato dei lavori di restauro termi-nati nel 1993, mentre il campanile ha presentato i danni del sisma sino al 1997, con la maggior parte delle modanature distaccate e gli agenti atmosferici che avevano ormai eroso la maggior parte dei capitelli.

La croce
Nel 1979 venne rimossa la vecchia croce in quanto riversava in un grave stato di degrado e dopo il restauro del campanile nel 1997 si pensò di restituire alla chiesa il suo simbolo. La croce fu donata alla chiesa dal cavaliere Biagio Pellegrino e realizzata nel-la sua azienda, l’Osla Sud, grazie anche all’intervento di diverse maestranze. La croce fu fissata su una base tronco – piramidale e ricoperta da corpi illuminanti negli spazi laterali accrescendo il suo carattere simbolico.

L’oratorio San Severino Abate
Con il sisma del 1980 la chiesa fu chiusa a causa dei gravi danni riportati e le liturgie vennero officiate in un box di lamiera donato dalla Caritas italiana, posizionato in via Risorgimento.
Solo successivamente fu trasferito nella proprietà della par-rocchia in via Nazario Sauro nel giardino retrostante della chiesa di San Giovanni Battista con l’ordinanza del Sindaco di allora, che si impegnò a realizzare i lavori di sistemazione e di accesso allo stesso box, mentre la parrocchia donò una striscia di giardino, lungo la strada di via Nazario Sauro per ampliamento stradale.
Dopo la riapertura della chiesa, il locale è divenuto sede per incontri di vario genere. Per renderlo più accogliente, nel 2009 è stato rivestito internamente in legno, mentre all’esterno ricoperto in muratura.

La casa canonica
Il 18 Dicembre 1996 una parte della fatiscente casa canonica crolla e il comune di Striano ne ordina l’abbattimento.
Dopo vari iter burocratici, finalmente iniziano i lavori per la ricostruzione della nuova casa canonica ed oratorio, ufficialmente il 29 aprile 1999 sotto la direzione dell’arch. Salvatore Carbone.
La nuova struttura ha seguito la stessa linea architettonica del-la precedente e l’intero edificio è costituito da tre piani fuori terra e da un seminterrato.
Il salone al piano terra e le stanze del primo piano sono desti-nate alle attività associative, mentre il secondo piano è l’abitazione del parroco. Ciò è stato possibile con l’aiuto del l’Amministrazione comunale, dai fedeli e dalla CEI.

La Chiesa del SS. Crocifisso
Anche la Chiesa del Santissimo Crocifisso (Congrega) è stata sottoposta ad alcuni interventi di consolidamento, ma in particola-re è stato ricostruito il tetto.
Attualmente è stato presentato un progetto che prevede il re-stauro del coro ligneo e il consolidamento della facciata e del campanile.

Suppellettili ed opere d’arte
In questi trent’anni la nostra parrocchia oltre ai consolidamen-ti, ai restauri e alle ricostruzioni si è anche arricchita di molte sup-pellettili pregiate e i diversi capolavori.
Per citarne qualcuno ricordiamo i quadri di Sant’Anna e San Gioacchino, San Pietro e Paolo, sei quadri rappresentanti la storia della salvezza, un organo meccanico di 639 canne, 12 campane nuove, aggiunte alle 2 esistenti, per un concerto di 14, unico nel suo genere; ma in particolare una statua lignea policroma con par-ticolari in oro zecchino del santo patrono San Severino Abate, a-postolo del Norico. L’opera, che riprende l’immagine della Pala del 1506 del pittore Protasio Crivelli, è stata realizzata dello scul-tore Flavio Senoner di Ortisei.

Un doveroso ringraziamento a Sua Ecc.za Mons. Giuseppe Giudice Vescovo della nostra Diocesi Nocera Inferiore – Sarno, e il Vescovo emerito Gioacchino Illiano, a tutti i confratelli nel sacerdozio, all’Amministrazione comunale, a tutti i fedeli e cittadini che hanno contribuito a realizzare quest’opera.

Padre Michele Fusco